7 ragioni per adeguare la tua organizzazione non profit al GDPR

Li conosci tutti? Ecco i 7 grandi pericoli a cui la tua organizzazione va incontro se non hai completato correttamente l’adeguamento al GDPR.

Dal 25 maggio 2018 il GDPR è legge dello Stato in tutta l’Unione Europea: organizzazioni di ogni tipo e dimensione devono documentare come trattano e proteggono i dati personali in loro possesso. Ecco 7 ragioni per adeguarsi al più presto.

  1. Dal inizio 2018 ho incontrato centinaia di organizzazioni non profit di tutte le dimensioni di ogni parte d’Italia. A volte sono stato preso da un po’ di sconforto: molti dei dirigenti che avevo di fronte, erano convinti che adeguare la propria organizzazione al nuovo ordinamento europeo sulla privacy fosse un “di più”, qualcosa da aggiungere – tempo permettendo! – al sistema amministrativo della loro organizzazione non profit. A me tremano i polsi ogni volta che penso con quanta leggerezza viene considerato questo tema… Insomma, erano convinti (e a volte, ancora oggi sono convinti!) che adeguarsi al GDPR sia una facoltà, una possibilità. Anche se non dovrebbe servire, scanso equivoci, invece te lo chiarisco una vola per tutte: “GDPR” è la sigla inglese del Regolamento Europeo 2016/679 che dal 25 maggio 2018 è pienamente operativo in tutti i Paesi della UE. Quindi il GDPR è una legge dello Stato. Come è legge per l’Unione Europea, è una legge vigente a tutti gli effetti anche in Italia. Quindi: adeguarsi al GDPR per la tua organizzazione non profit è un OBBLIGO, a cui devi adempiere rispettando tutti i crismi della normativa.
  2. Il GDPR si applica a TUTTE le organizzazioni, comprese quelle senza scopo di lucro, le quali sentono più di altre il dovere etico di rispettare le privacy dei loro soci e delle persone che assistono.
  3. Già oggi diversi donors istituzionali (Fondazioni etc) chiedono di documentare l’adesione al GDPR. Presto sarà necessario anche per stringere una convenzione con la Pubblica Amministrazione.
  4. Nel Volontariato le persone mettono tutte se stesse e questo a volte porta anche conflittualità fra i soci. La mancata adesione al GDPR potrebbe essere impugnata da un socio deluso o arrabbiato: meglio prevenire.
  5. Aderire al GDPR significa documentare e quindi rendere ancora più trasparente il modo di lavorare dell’organizzazione e questo motiva i volontari e facilita l’alternanza nelle cariche di vertice.
  6. Aderire al GDPR è davvero facile. Probabilmente si tratta della normativa più semplice da adempiere. Lo si può fare senza bisogno di ricorrere ad avvocati.
  7. La Legge prevede che l’Autorità Garante della Privacy possa comminare, senza appello, sanzioni che possono diventare molto importanti (anche milioni di euro).

Questi sono i 7 motivi per cui la tua organizzazione non profit ha tutto l’interesse ad adeguarsi al GDPR. Qui sotto, trovi una risposta pratica e precisa alla domanda che ti gira per la testa… “Si, ma COME faccio?”.

Forza, Che la Privacy sia con Te!

– Alberto –

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